domenica 13 gennaio 2013

Gabriele La Porta

Il femminile è la capacità di abbandono e di tenerezza,l'accettazione del diverso, del debole, dello straniero. E' l'energia che guida il mondo. E' il sentimento dolce e rutilante, erotico e avvampante che sussurra alle creature il mistero della vita. E' la Luna, è Artemide, è Persefone, Iside, Ishtar, è la madre che osserva, riflette, ama e non giudica. E' la nostra capacità di intendere e di comprendere, priva di pregiudizi e di rancori. E' l'energia raggiante che si dispiega benevola sulle creature. E' la possibilità di un mondo privo di lotte e odi. E' la pace della mente e del corpo. E' la follia, la conoscenza, è contemporaneamente luce e buio, notte e giorno. da Il ritorno della Grande Madre

mercoledì 9 gennaio 2013

figlio della luna

Per chi non fraintenda narra la leggenda di quella gitana che pregò la luna bianca ed alta nel ciel: mentre sorrideva lei la supplicava «fa che torni da me».. «Tu riavrai quell'uomo pelle scura con il suo perdono donna impura però in cambio voglio che il tuo primo figlio venga a stare con me». Chi suo figlio immola per non stare sola non è degna di un re.. Luna adesso sei madre ma chi fece di te una donna non c'è dimmi luna d'argento come lo cullerai se le braccia non hai figlio della luna.. Nacque a primavera un bambino da quel padre scuro come il fumo con la pelle chiara gli occhi di laguna come un figlio di luna «Questo è un tradimento lui non è mio figlio ed io no, non lo voglio!» Luna adesso sei madre ma chi fece di te una donna non c'è dimmi luna d'argento come lo cullerai se le braccia non hai figlio della luna.. II gitano folle di dolore colto proprio al centro dell'onore l'afferrò gridando la baciò piangendo poi la lama affondò.. Corse sopra al monte col bambino in braccio e lì lo abbandonò.. Luna adesso sei madre ma chi fece di te una donna non c'è dimmi luna d'argento come lo cullerai se le braccia non hai figlio della luna.. Se la luna piena poi diviene è perché il bambino dorme bene ma se sta piangendo lei se lo trastulla cala e poi si fa culla.. Ma se sta piangendo lei se lo trastulla cala e poi si fa culla

martedì 4 dicembre 2012

Il brutto anatroccolo

Traduzione di Giancarlo Sammito. Piango sempre. Ogni volta che la leggo. L'anatroccolo se ne stava taciturno in un angolo. Poi cominciò ad avere nostalgia dell'aria fresca e del sole, e gli venne una tale voglia di nuotare, che alla fine dovette dirlo alla gallina. -Naturale!- ribatté lei. -Continui a startene lì a non far niente, certo che poi ti vengono le fantasie più strambe! Fai le uova, fai le fusa, e vedrai che certe stranezze ti passeranno! -Ma è così bello stare a galla sull'acqua!- affermò l'anatroccolo. -E' meraviglioso sentirsela passare sulla testa e tuffarsi giù fino a toccare il fondo! -Uh, sai che divertimento!- commentò la gallina. -Tu secondo me sei proprio matto. Perché non provi a chiedere al gatto, nessuno è più giudizioso di lui! Prova, prova a chiedergli se gli piace stare a galla sull'acqua o tuffarsi, o va' piuttosto a domandare alla nostra padrona, non c'è al mondo persona più assennata! Credi che abbia voglia di starsene a galleggiare sull'acqua e di sentirsela passare sulla testa? -Voi non mi capite,- sospirò l'anatroccolo. -Ah certo, noi non ti capiamo! E chi è che ti capisce, allora? Non crederai di essere più saggio del gatto e della padrona, per non parlare di me! Tu qui hai trovato una stanza calda e buoni amici che possono insegnarti un paio di cosine. Dovresti solo ringraziare il cielo per la fortuna che hai avuto e invece non fai che brontolare, sei davvero antipatico! Guarda che se io ti dico cose spiacevoli, lo faccio per il tuo bene: è così che si riconoscono i veri amici. Mettiti a fare le uova, impara a fare le fusa! -Credo proprio che me ne andrò via,- concluse l'anatroccolo. -Fa' pure come credi,- chiocciò la gallina. Fu così che l'anatroccolo se ne andò. Galleggiò sull'acqua, si tuffò giù fino in fondo, ma, poiché era tanto brutto, tutti i pesci lo evitavano. Venne l'autunno, nel bosco le foglie si ingiallirono e rinsecchirono. Il vento le sollevava facendole danzare. Nel cielo gelido passavano nuvole cariche di grandine e di neve, mentre il corvo, intirizzito, gracchiava il suo roco verso: -Aah, aah!- Il povero anatroccolo stava male da morire. Poiu, una sera, mentre il sole tramontava, si levò in volo dai cespugli uno stormo di grandi uccelli. Avevano lunghi colli flessuosi e le loro piume erano di un bianco abbagliante. L'anatroccolo non aveva mai visto uccelli tanto belli. Erano cigni: aprirono le stupende ali ed emisero gridi meravigliosi, allontanandosi in volo verso climi più miti. Volarono in alto, molto in alto. Mentre li osservava, il piccolo anatroccolo provò una strana sensazione. Cominciò allora a rotolarsi nell'acqua come una ruota, tese il collo verso di loro e lanciò un grido così strano e acuto, che ne ebbe paura lui stesso. Quando non li vide più, si immerse nell'acqua, raggiunse il fondo e, tornato in superficie, quasi si sentì svenire. Non sapeva che nome avessero quegli uccelli, ne' dove fossero volati, ma li amava come non aveva mai amato nessuno. Non li invidiava affatto, poiché non poteva neppure sognarsi di desiderare tanta bellezza. A lui, povera creatura, sarebbe bastato che le altre anatre lo accettassero tra loro!

domenica 21 ottobre 2012

grazie a tutti

eccoli qua, gli amici e le amiche. Anche se sembri, o sei, completamente fuori di testa, stramba, diversa, scomoda, ti stanno vicino e, in un modo o nell'altro, fanno pure un sorriso. Grazie, come sempre, sempre di più.

lunedì 17 settembre 2012

così, a dire cazzate..



questo mio commento non ha nessuna pretesa di critica intelligente. Per quelle, i miei non sono i blog giusti :) però, questo dipinto mi ha sempre comunicato molto..così, pur senza fare uso di droghe, mi sono ritrovata a guardarlo per l'ennesima volta ed a scrivere cose come queste.

L'antica Sacerdotessa e la nuova presunta (o autopresuntasi) tale..l'Antica, nuda ovviamente, più giovane, portatrice dei tre sacri colori (bianco e rosso addosso, nero in mano), guarda direttamente Amore che si bagna alla sacra Fonte..
Dietro di lei, altra acqua, ed un placido e semplice paesino..

La nuova sacerdotessa, tutta coperta, con guanti e scarpe, tiene il Nero della Morte seminascosto sotto le vesti ma saldo in mano sua (mentre l'altra non teme di mostrarlo come parte naturale ed integrante di se'). Non guarda Amore, ma coloro che la stanno fissando, come a doversi giustificare, o forse con aria sospettosa..Dietro di lei, una strada in salita porta ad una città moderna, sovrastata da una grossa torre senza finestre..

mercoledì 29 agosto 2012

mielato

niente non fa quasi niente..



mi hai seminata di baci e seppellita
poi mi hai profumata di sguardi e rabbonita
tra le tue dita di seta mi hai tradita
poi rigirata, raggirata
malamente rammendata..